Non era la prima volta che sentiva quel tipo di brivido.
Quel misto tra emozione e confusione, tra presenza e assenza.
Lui c’era… ma non davvero.
Messaggi a metà, attenzioni quando voleva, silenzi quando lei aveva bisogno.
E per tanto tempo aveva chiamato tutto questo “sentire forte”.
Aveva pensato fosse magia.
Aveva pensato fosse destino.
Poi un giorno si fermò.
Non perché il cuore smise di battere.
Ma perché iniziò ad ascoltarsi davvero.
Capì che ciò che provava era reale…
ma non sempre lo è chi lo provoca.
E allora cambiò tutto.
Non rincorse più.
Non interpretò più i silenzi.
Non trasformò le briciole in sogni.
Si guardò allo specchio e, con una calma nuova, sussurrò:
“Non confondo più le sensazioni con la realtà.
Se non ci sei davvero, io vado oltre.”
E per la prima volta…
non fu una perdita.
Fu libertà.
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